Interno di una mongolfiera in fase di gonfiaggio con figure umane: metafora visiva della scalabilità dell'innovazione

Il bridger: la figura che fa scalare l'innovazione in azienda

Negli ultimi due anni mi sono concentrato sempre di più sulla creazione di piattaforme aziendali innovative, e mi sono reso conto che le difficoltà maggiori arrivano sempre quando si esce dal Proof of Concept e si passa alla produzione.

Com’è possibile?

Leggendo questo articolo di Harvard Business Review sul perché le grandi innovazioni faticano a scalare, mi sono riconosciuto subito e ho capito meglio molte delle mie difficoltà quotidiane.

A quanto pare, sono un bridger: una figura ponte che media tra esigenze degli utenti, del business e complessità tecnologiche.

Tre mondi che normalmente non si parlano: team diversi, competenze diverse, priorità spesso in conflitto.

Eppure qualcuno deve farli parlare. Altrimenti l’innovazione in azienda muore lì — nessuno si prende la responsabilità di tradurre e mettere in comunicazione esigenze incompatibili.

Il problema non è la tecnologia. Non è il budget. Non è nemmeno la cultura aziendale, nella maggior parte dei casi.

Il problema è che manca la persona disposta a stare nel mezzo, a parlare la lingua di tutti senza essere pienamente di nessuno, a fare da traduttore tra un CEO che vuole risultati in 90 giorni, un team tecnico che stima 8 mesi, e utenti finali che non sanno ancora cosa vogliono.

Nella mia esperienza, il passaggio da demo a produzione è il più difficile di tutti.

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