Centro espositivo del City Brain di Hangzhou con dashboard di dati urbani in tempo reale su grande schermo curvo

Legnano-Milano in 35 minuti e City Brain: e se l'AI ottimizzasse davvero le nostre città?

Stamattina mi è successa una cosa strana che mi ha fatto riflettere. Come al solito sono partito in auto da Legnano diretto verso Viale Majno a Milano: 31 chilometri che normalmente richiederebbero un ora e un quarto coperti in 35 minuti, velocita’ media 53km/h, non ho certo corso!

Chi fa questa tratta tutti i giorni sa che è quasi fantascienza, a meno che non sia una domenica d’agosto. E anche quando prendo il treno, quando tutto gira bene - santa trenord in orario e pezzi a piedi inclusi - siamo comunque intorno all’ora.

Stamattina invece sembrava quasi di star ancora dormendo e sognando.

Non ho trovato un semaforo rosso, non un pezzo di coda, non mi sono praticamente mai fermato.

Sono semplicemente andato dal punto A al punto B nel giro di sette canzoni girate sul mio spotify.

Ed è lì che mi è venuto in mente un esperimento interessante che propio ieri ho sentito menzionare a Massimiliano Sighinolfi: ad Hangzhou esiste un sistema chiamato City Brain, sviluppato da Alibaba Cloud.

È una piattaforma che usa AI, dati urbani e sensori per coordinare la città in tempo reale: semafori che si adattano ai flussi, traffico che viene ridistribuito dinamicamente, ambulanze che ricevono priorità automatica. Una città storicamente nota per il suo traffico ottimizzata per ridurre la congestione.

Il prezzo di quell’ottimizzazione è che per far funzionare una città così, servono dati sui movimenti: Telecamere, Sensori, Flussi di traffico, GPS dei veicoli.

Ora, la parte paradossale è che molte di queste cose esistono già nelle nostre città. Le telecamere sono ovunque, i nostri navigatori sanno sempre dov’è il traffico, ma quei dati sono spesso non integrati e tendenzialmente usati in modo reattivo: multe, controlli, statistiche. Non per ottimizzare davvero il funzionamento della città.

Ma allora, visto che questo è già lo status quo e che abbiamo già rinunciato - nella pratica - alla nostra privacy sugli spostamenti, perchè a questo punto non usiamo questi dati per far funzionare meglio le nostre città?

Quindi mi chiedo e vi chiedo: se potessimo avere città dove

  • il traffico scorre davvero
  • le ambulanze arrivano minuti prima
  • gli incidenti diminuiscono
  • lo stress quotidiano cala

saremmo disposti ad accettare una città gestita da un sistema di Ai centralizzato e consapevole dei nostri movimenti?

Oppure preferiamo una città che ci osserva comunque, ma continua a farci stare in coda e ci da solo le multe? Quanto PIL recupereremmo se riducessimo in questo modo il traffico? Quanta CO2 emetteremmo in meno?

E soprattutto, ci sentiremmo più controllati… o semplicemente più liberi di muoverci?

Fatemelo sapere nei commenti.

Commenti

Caricamento commenti...