Illustrazione che rappresenta il metodo di lavoro asincrono con agenti AI: pipeline parallele, orchestrazione di flussi, e decisioni come collo di bottiglia.

Dal Sincrono all'Asincrono: Come gli Agenti AI Cambiano il Metodo di Lavoro

L’altra sera, all’aperitivo che ha preceduto l’evento di Casaleggio Associati, stavo chiacchierando con il buon Maurizio Benzi del nuovo metodo di lavoro personale che sta emergendo grazie agli strumenti legati all’AI.

Di fatto più del ‘quanto’ produciamo, cambia il ‘come’ lo facciamo.

Se fino a ieri interagivamo con gli strumenti di produttività in modo sincrono (chiedo, aspetto, ottengo, valuto, riparto), oggi sempre più spesso funziona così: assegno, vado avanti, torno dopo.

Sembra una differenza sottile, ma da un punto di vista pratico è tutto diverso, perché quando deleghi a un processo (agentico o meno) e recuperi il risultato dopo, il tuo lavoro non è più semplicemente produrre output, bensì orchestrare flussi di produzione di output e dare loro un senso.

Di fatto gli agenti lavorano in background mentre tu passi ad altro e questo elimina il tempo morto dell’attesa che puoi invece sfruttare per fare partire altro lavoro.

Se la guardate a livello sistemico

La conseguenza è che non gestisci più task sequenziali, ma pipeline parallele e poi ogni tanto torni su ciascuna per fare polling e chiedere alla macchina ‘a che punto siamo?’ e ‘quali risultati sono pronti per essere valutati?’

In questo senso, la produttività non è più legata al tempo speso, ma al numero di cicli decisionali che riesci a chiudere, tant’è vero che sia nella costruzione di documenti, che nei task quotidiani e financo nella scrittura del codice non partiamo più dalla pagina bianca, ma da output intermedi di cui non siamo i produttori principali ma semmai i revisori oltre che i decisori ultimi.

Cioè il collo di bottiglia siamo sempre noi dirigenti che dobbiamo prendere una decisione, adesso con il challenge in più che l’AI — parallelizzando efficientemente i nostri task e quelli dei nostri collaboratori — porta molta più acqua al nostro mulino e rischia di farci rallentare per via della paralisi decisionale che un content switching così elevato inevitabilmente produce.

Il ribaltamento mentale

Questo porta a un ribaltamento mentale: laddove prima ottimizzavamo il tempo di esecuzione, ora ottimizziamo il tempo di revisione, e laddove prima il valore era nella quantità della produzione, ora il valore è nell’intento e nella qualità della selezione degli output finali.

Lavorare così richiede nuove abitudini.

Innanzitutto bisogna saper definire task chiari da delegare al wetware (esseri umani n.d.r.) e al software, in secondo luogo bisogna saper gestire più lavori in parallelo senza perderne il controllo, e infine saper costruire momenti di ‘raccolta risultati’ e di analisi critica degli stessi.

Da linea a portafoglio

In pratica, smetti di lavorare ‘in linea’ e inizi a lavorare ‘a portafoglio’.

Chi continuerà a usare gli agenti come chat sincrone perderà gran parte del vantaggio. Chi li userà come forza lavoro asincrona inizierà a scalare davvero.

E a quel punto, il limite non sarà più quanto produciamo. Ma quanto velocemente riusciamo a decidere.

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