Malinin, Shaidorov e la concretezza noiosa che vince sempre

Malinin, Shaidorov e la concretezza noiosa che vince sempre

Ieri sera ho assistito alla finale di pattinaggio di figura maschile di Milano Cortina: il favoritissimo Malinin è crollato, l'outsider Shaidorov ha vinto l'oro con precisione chirurgica.

Ieri sera ho assistito alla finale di pattinaggio di figura maschile di Milano Cortina, e quel che è successo mi ha lasciato di stucco. Ilia Malinin, l’atleta favorito per l’oro in questa specialità, è crollato sotto il peso della sua stessa leggenda lasciando spazio per la prima volta all’oro di un Atleta Kazako: Shaidorov.

La cosa più impressionante è che il risultato non è stato dettato da un limite tecnico di Malinin: quest’uomo è e resta un alieno.

Tuttavia, davanti alla pressione olimpica, i suoi fantasmi hanno vinto e si è ritrovato a spazzar ghiaccio con il sedere nell’unica sera in cui proprio non avrebbe dovuto: ha fatto un ottavo posto catastrofico ed è uscito piangendo dalla pista.

Al suo fianco, l’esatto opposto Mikhail Shaidorov: conosciuto solo dagli addetti ai lavori, niente record del mondo, niente effetti speciali mai visti prima. E’ arrivato, ha eseguito il suo programma con precisione chirurgica, senza sbavature e si è portato a casa l’oro.

La concretezza noiosa, quando centra i KPI, è quella che fa più bene alle aziende, garantisce i nostri stipendi e quelli delle persone che lavorano nei nostri team. A volte salva le aziende.

Vi chiedo quindi un’auto-riflessione, e vi prego di essere onesti con voi stessi: preferite essere i geni che falliscono per aver osato troppo oppure professionisti solidi che, senza grande clamore, si portano a casa la medaglia d’oro della vita?

Preferite un’esecuzione perfetta di un piano tutto sommato normale, ma solido, oppure un disastro epico nel tentativo di fare la storia?

L’iceberg della pressione non perdona. Voi da che parte state?