Sono particolarmente contento del primo oro italiano perché ci ricorda che i risultati non arrivano per caso, ma sono frutto di scelte lungimiranti e tanto — tantissimo — lavoro.
E solo dopo questo, magari, succede che nel giorno del tuo compleanno vinci un oro olimpico e riscrivi il record del mondo.
Cosa ci dice questa vittoria, tutt’altro che scontata, se la caliamo nella nostra quotidianità?
Vuole dirci che il talento non basta, che servono invece scelte di lungo periodo e capacità di sostenerle nel tempo.
Quanta gente che incontriamo nei nostri lavori parla di performance e poi misura tutto con metriche di breve periodo?
Quante aziende celebrano i successi ma non difendono mai il tempo e la concentrazione che li rendono possibili?
Quanti team pretendono record da persone che non hanno nemmeno lo spazio per recuperare?
La lezione che dovremmo trarne è che la performance non si forza: si prepara, e soprattutto si protegge.
Come fate a trovare una Lollobrigida nel vostro team?


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