Contrasto tra team caotico pieno di meeting e task vs manager sereno che riflette con focus e chiarezza

Output vs Outcome: La Malattia della Produttività Performativa

Recentemente letto un articolo sul concetto di apparire produttivi e mi ha colpito perché descrive perfettamente una malattia organizzativa che vedo sempre più spesso nelle aziende, specie ora con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Vedo e mi raccontano di tante — tantissime persone — che sempre di più passano la giornata a sembrare produttive invece che a creare valore.

Il sintomo

Hanno calendari pieni, millemila meeting, ed emergenze che scoppiano ad ogni giro della lancetta ma al contempo processi decisionali lenti, priorità poco chiare e progetti che faticano ad avanzare.

Cosa succede?

Semplicemente, molti team non lavorano per produrre outcome ma per produrre visibilità.

La causa

È facile cadere in questa trappola, che non nasce dalla pigrizia bensì da una cultura manageriale basata sul controllo e che utilizza delle KPI di produttività errate e disallineate dal concetto di produttività stessa.

Pensateci bene: se un’azienda misura presenza, velocità di risposta, numero di call commerciali, reperibilità continua, le persone ottimizzano quei segnali.

Il problema è che il lavoro cognitivo vero funziona al contrario.

Chi crea davvero valore

Le persone più impattanti che ho incontrato: fanno pochi meeting ma di sostanza, sembrano meno “busy”, si prendono spazi decisionali e personali, alla fine compiono scelte migliori.

Questo avviene perché il valore non può nascere dalla frammentazione cognitiva. Richiede focus, autonomia e chiarezza — specie ora che oltre a progetti e collaboratori gestiamo anche agenti LLM che hanno la facoltà di produrre velocemente output che a prima vista sono perfettamente accettabili ma che ad un’analisi ulteriore richiedono revisione e conoscenza della materia per essere davvero a livello.

Output vs Outcome

Quindi, come dirigenti, dobbiamo cercare di non confondere output con outcome.

Degli output sono: slide, task, report, email.

Degli outcome sono: problemi risolti, margini migliorati, clienti soddisfatti, processi semplificati.

Sono due mondi completamente diversi.

La conseguenza

E quando un’organizzazione dimentica di perseguire gli outcome e si concentra sul teatrino della produttività, le persone migliori iniziano a disengaggiarsi perché capiscono che conta più sembrare occupati che essere efficaci.

Il mio approccio

Per me il ruolo del management non è controllare persone. Io preferisco progettare sistemi dove il lavoro utile possa emergere senza ansia performativa continua.

Non son tutti d’accordo con me — badate bene — a volte ricevo critiche feroci da chi è abituato a misurare i segnali sbagliati ed è convinto di potere e dovere insegnare qualcosa. E sicuramente la cosa capita anche a voi.

Non facciamoci fregare

Qualità è ancora meglio di quantità, e forse in un mondo AI lo è ancor di più.

Che ne pensate?

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