Per anni ho pensato che la frase “dimmi di quali persone ti circondi e ti dirò chi sei” fosse una frase comoda, spiegava tutto in modo semplice…
Poi ho iniziato a gestire persone — oltre che tecnologia — e lì mi sono dovuto ricredere.
Non scegli sempre le persone che hai intorno
Il fatto è che non scegli sempre le persone che ti hai intorno. Molte persone te le trovi come le vuoi tu, le assumi, le formi, le innalzi.
Tante altre però le erediti e magari restano con te per il ruolo che pensano di avere, per bisogno, per paura, per inerzia. E resistono pure bene ai tentativi che fai per elevarle.
Una scorciatoia spesso sbagliata
Giudicare un leader da chi ha vicino — quindi — è una scorciatoia spesso facile, e probabilmente sbagliata. O almeno è un metodo incompleto, perfettibile. Bisognerebbe conoscere il contesto.
Lo dico anche pensando a me e alle persone che ho intorno. Spesso ho dato fiducia, spazio, responsabilità alle persone del mio team e quell’empowerment l’ho difeso ferocemente, convinto che tutti ne avrebbero compreso e ne avrebbero fatto qualcosa di positivo, per il team e per se stessi.
Le storie che il tempo racconta
E alcuni lo hanno fatto per davvero! Sono cresciuti, si sono meritati il loro spazio.
Altri no, sono evoluti solo a parole — quando è andata bene.
Alcuni sono rimasti fermi umanamente e professionalmente. Altri sono cresciuti umanamente ma in loro ha continuato ad albergare la carogna, in perpetua attesa di un momento di mia distrazione per tirare zaffate di liquami marroni e vagamente maleodoranti sull’azienda, sui colleghi e su di me.
Il vero test della leadership
E così ho cominciato a valutare i leader non per le persone che hanno intorno, ma per quello che succede quando non è presente.
Se invece un dirigente esce dalla stanza — smette di controllare — e tutto quanto continua a funzionare come lo aveva impostato allora sì: ha fatto un buon lavoro, ha creato processi, lealtà, persone umanamente e tecnicamente migliori.
Fermo immagine vs continuum temporale
In pratica ora so che se sto guardando solo la composizione del team, mi posso fare un’idea del manager, ma sto guardando un fermo immagine.
Se invece guardo cosa succede alle spalle del leader quando è assente, vedo le dinamiche professionali in un continuum temporale e capisco meglio la storia.
E le storie, di solito, raccolgono meglio la verità.
A te
Tu dove ti riconosci?
In quello che si vede o in quello che succede quando nessuno guarda?


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