C’è una cosa che in molte aziende viene ancora premiata e che, ogni volta che la vedo, mi fa salire la carogna a livelli termonucleari: fare il tiro al piccione con le idee degli altri.
La dinamica che odia
Fammi capire: non sei abbastanza lucido da proporre un’idea tua, non sei abbastanza coraggioso da raccontarla mettendoci la faccia, magari non sei nemmeno responsabile dell’area che da quell’idea potrebbe trarre beneficio.
Però sei abbastanza solerte da sfoderare spirito critico e arguzia degni di Voldemort pur di evitare il più piccolo adeguamento al tuo perimetro di lavoro. E così, invece di contribuire, affondi a cannonate l’idea di un collega.
Il prezzo nascosto
Ora, mio caro scricciolo di manager: demolire buone idee in fase embrionale per ridurre il proprio “rischio” professionale non è contribuire alla crescita dell’organizzazione. È solo difendere lo status quo con una tattica di breve periodo.
E prima o poi l’inefficienza che hai contribuito a creare tornerà sotto forma di maggiori costi, minori profitti e un destino che arriverà bieco e infame a esigere il saldo del debito sotto forma dei proverbiali ’tre chili di carne’… la tua!
La verità
Quindi, se la tua prima reazione davanti alle idee degli altri è cercare difetti, sappi che non sei un brillante stratega. Sei IL problema, e prima o poi qualcuno dovrà avere l’onere e l’onore di mandarti a raccogliere margherite.
Io ad esempio lo farei senza pensarci su due volte.
La domanda finale
Perciò, se ti senti toccato e hai la coda di paglia, pensa bene a come stai per rispondere.
Nel tuo team si costruisce, o si gioca al tiro al piccione?


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