Pranzi

Se devo dirla semplice, i Pranzi Malvagi sono nati da un esperimento sociale su LinkedIn sfuggito di mano.
Non avevo un piano, nessun obiettivo, nessuna strategia, solo l’idea molto semplice di voler ritrovarmi con persone diverse a pranzo, due o tre alla volta, per smettere di fare sempre le stesse conversazioni e per fare relazioni.
Poi è successo altro.
Metti allo stesso tavolo persone che non si conoscono ma che hanno voglia di capire, fare, muoversi — e qualcosa cambia subito. Dopo dieci minuti cade la formalità. Dopo mezz’ora si parla sul serio. Le idee girano veloci, senza filtri.
Col tempo i Pranzi Malvagi sono diventati un momento di crescita personale dove le gerarchie non contano, chi sei e che lavoro fai — fino a un certo punto — è superfluo, e le connessioni succedono, non sono forzate.
È networking, sì, ma è un po’ come mettere insieme persone diverse e vedere cosa succede quando interagiscono, tanto che il punto non è proprio il pranzo in sé, quanto piuttosto quello che succede dopo: persone che iniziano a sentirsi regolarmente, idee che tornano in mente giorni dopo, rapporti che crescono senza che nessuno li abbia pianificati.
Ok, siete curiosi e volete sapere come partecipare?
Sappiate che non c’è candidatura e la selezione è minima: se volete sedervi all’oscura tavola dei segreti dovete fare due cose semplicissime:
- Andare su un mio post su LinkedIn: linkedin.com/in/giuseppemiriello
- Commentare con #malvagio
È solo un segnale, ma è sufficiente — e il Malvagio vi ghermirà!