Convincere è molto sopravvalutato
Perché smettere di litigare per avere ragione è una delle lezioni più importanti per un manager: il ROI del conflitto è quasi sempre negativo.
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Perché smettere di litigare per avere ragione è una delle lezioni più importanti per un manager: il ROI del conflitto è quasi sempre negativo.
OpenAI non lancia modelli migliori. Negozia il permesso di respirare. La vera sfida non è battere Claude, ma avere l'approvazione governativa per usarlo.
Come i LLM stanno trasformando il rapporto tra manager e Excel: dalla dipendenza simbiotica alla libertà cognitiva
FOMO è il marketing dei fuffaguru. ROMO è la libertà di scegliere quali riunioni, eventi e tecnologie davvero contano, e disertare le altre.
Milioni di euro investiti in CRM, AI e automazioni senza risultati. Il problema non è tecnologico: è manageriale, culturale e di leadership.
Quanti manager raggiungono l'apice della carriera ma perdono la capacità di immaginare il futuro. La differenza tra vedere il presente e costruire la visione di domani.
Mythos presentato come il modello più sicuro. Bucato in meno di 48 ore. Lezione sulla credulità della community tech e l'hype ciclo che non finisce mai.
Il valore economico delle competenze conversazionali in Silicon Valley cresce. Mercato paga per chi sa conversare su AI, startup e VC meglio dei professionisti del settore.
Uno strumento gratuito per misurare quanta fuffa c'è nei tuoi testi. Analizza buzzword, supercazzole e vuoto per una comunicazione brutalmente onesta.
Il vero product-market fit non si misura in visualizzazioni bensì in permanenza sul mercato. Perché gli agenti di sviluppo AI hanno trovato il loro PMF mentre la maggior parte dei prodotti AI fa AI-washing.
Primo ciclo di docenza al CRM presso l'Istituto Europeo di Design: trasformare l'esperienza in insegnamento, aprire prospettive alla prossima generazione.
Sono appassionato di digitale e AI, ma il golf mi ricorda continuamente una verità profonda: un colpo perfetto, da solo, non significa nulla. Conta solo quello che ho davanti adesso.
Pensate ancora alle aziende come strutture di persone e ruoli? Vi spiace, siete illusi. Ogni organizzazione è già un sistema di algoritmi, regole e decisioni. L'AI lo renderà evidente.
Andrej Karpathy, il fondatore di OpenAI e il maggior influencer nell'AI, ha annunciato che lascia il suo percorso attuale per entrare in Anthropic. Questa non è una semplice notizia: è un momento decisivo per il mercato dell'AI.
Sarò particolarmente cinico, ma sto iniziando a pensare che molte aziende non vogliano davvero usare bene l'AI. Vogliono solo poter dire di usarla così non fanno la figura degli straccioni.
Sai qual è la differenza tra un bugiardo e uno che dice str8nz@te? Il bugiardo almeno conosce la verità, il bullshitter neanche quella. Ed è proprio questo che lo rende perfetto per il corporate moderno.
La riunione come default automatico: distrugge la produttività, spezza la concentrazione, trasforma il tempo in una risorsa che non misurerete mai.
Tutti parlano di AI adoption ma pochissime aziende stanno davvero imparando. ChatGPT, Copilot, Claude sono strumenti individuali. L'apprendimento organizzativo è un'altra cosa.
Ogni anno al Netcomm fingono di capire. AI-driven, Omnicanale, Customer Journey. Ma la verità? Caffè pessimi e selfie per LinkedIn.
Tante aziende confondono output con outcome. Calendari pieni, meeting infiniti, ma poco valore creato. La malattia organizzativa più diffusa.
Non tutte le critiche meritano attenzione. Impara a distinguere chi ti sfida per farti migliorare da chi critica solo per arroganza.
Agenti AI autonomi falliscono su dati contraddittori. Una ricerca di Google Deepmind sulla logica paraconsistente risolve il problema.
OpenAI e Anthropic vogliono che tu abbia paura. Il mistero crea potere. Ma l'AI non è cosciente, non è omnisciente: è una strategia di controllo del mercato.
Non vieni pagato per quello che fai ma per come viene percepito. Le narrative che vendi: chiarezza, supporto, risultati, calma, crescita.
Microsoft consente a OpenAI di usare infrastruttura AWS e Google Cloud. Una mossa strategica brillante o la più grande m1nch1@t@ del decennio?
Demolire le idee altrui in fase embrionale non è contribuire: è difendere lo status quo. Una provocazione su chi distrugge per paura di cambiare.
Più metriche hai, meno coraggio ti serve: come ROAS, open rate, e vanity metrics diventano scudi per non decidere veramente
Sei davvero produttivo o solo un procrastinatore seriale con buone capacità di dissimulazione? La lezione sul work avoidance e come spezzare il circolo vizioso.
Da interazioni sincrone a flussi asincroni di agenti: il nuovo metodo di lavoro con AI trasforma la produttività in decision-making velocity e orchestrazione di pipeline parallele.
La pubblicità su ChatGPT è partita ma nessuno sa se funzioni. CPM tra 15-60 dollari, solo 16k impression su 1000 euro budget, CTR sotto l'1%. Siamo ancora in fase di test.
Per anni ho pensato che la gente intorno ti definisce. Ma gestendo persone ho imparato il vero test: non chi hai intorno, ma cosa succede quando non sei presente.
#pensieroMalvagioIl compromesso protegge la carriera solo se sei un pusillanime. Le vere decisioni emergono i leader responsabili. Una provocazione sulla leadership reale.
Ci sono aziende che misurano KPI e produttività, ma evitano meticolosamente ciò che conta realmente: fiducia, onestà, e impatto vero sulle persone.
#pensieroMalvagioVerification debt: il lavoro di verifica e documentazione che rimandiamo a dopo perché l'AI accelera tutto. Un debito invisibile che erode la fiducia quando le fondamenta non sono mai state davvero controllate.
Un nuovo paper di Harvard Business School dimostra che l'AI amplifica il divario di competenze: i junior recuperano più velocemente dai senior, ma la macchina punisce brutalmente chi esce dalla sua zona di competenza.
Un'analisi ironica (ma non troppo) degli stereotipi aziendali che tolleranzo quotidianamente. PMO bloccati in call, Sales che promettono troppo, HR con i pizza party... Confessatevi nei commenti.
Dopo il Commerce Symposium: una riflessione su umani e AI che ridefiniscono il lavoro non attraverso automazione, ma attraverso vera co-intelligenza. E le domande che nessuno fa.
Se una riunione importante va a ramengo dopo che hai parlato, non è colpa dei dirigenti che non sono in grado di ascoltare, è più probabile che sia colpa tua. …
La collaborazione è molto sopravvalutata, e spesso è il principale problema nelle aziende. Non mi credete?
Eppure sappiamo tutti che in azienda c’è una …
#pensieroMalvagioC'è un paradosso curioso nel modo in cui le aziende valutano il lavoro: la semplicità raramente viene premiata, mentre la complessità si vede e fa rumore.
#pensieroMalvagioE se il vero potere di un ATS non fosse quello di farti assumere ma quello di farti (o non farti) far carriera dentro l'azienda?
Mai interrompere il tuo nemico quando sta facendo un errore, diceva Napoleone. Nel mondo del lavoro la lezione resta valida, se osservata su un piano etico.
All'inizio è tutto tranquillo. Il gestionale si apre, le schermate sono sempre le stesse. Finché qualcuno deve tirare fuori dei numeri e si accorge in quale mare di nutella si sta sguazzando.
Strategia è scegliere cosa ignorare: dire di sì a tutto non significa aver strategia, bensì paura e mancanza di focus.
Ieri sera ho assistito alla finale di pattinaggio di figura maschile di Milano Cortina: il favoritissimo Malinin è crollato, l'outsider Shaidorov ha vinto l'oro con precisione chirurgica.
Il passaggio da Proof of Concept a produzione è dove muore l'innovazione. Serve un bridger: la figura ponte tra utenti, business e tecnologia.
Nessuno di noi conosce fino in fondo ciò su cui lavora. Nel colloquio uso un role play su dati ecommerce reali per trovare il momento in cui il candidato dice 'non lo so'.
Vincere un oro olimpico nel giorno del tuo compleanno riscrivendo il record del mondo non è fortuna. È il risultato di scelte lungimiranti sostenute nel tempo.
Il dissenso è un superpotere, e se ben integrato nelle organizzazioni le rende sane: andrebbe protetto e non tollerato a fatica.
#pensieroMalvagioNel 2026 stiamo ancora definendo il ruolo del Digital Manager. La verità è che non è un ruolo: è un contenitore che cambia il ripieno a seconda dei buchi da tappare.
Siamo convinti di essere professionisti ben formati, ma ci sono cinque livelli di ignoranza che determinano le nostre decisioni. Scopri dove sei.