Autunno, periodo di budget, e la voce che è più facile sforbiciare è sempre quella dell’IT: ridotta dell’X%, applausi in comitato.
Peccato che il conto della tecnologia che manca lo stanno pagando il resto delle funzioni aziendali, e per lo più in piccole e grandi inefficienze che prese da sole sono invisibili e messe insieme fanno gran soldoni.
Facciamo qualche esempio.
In customer care un cliente chiede dov’è il suo ordine e l’operatore apre il CRM, poi l’e-commerce, poi il portale del corriere, infine chiama il magazzino e trova la risposta. Zero ticket, zero downtime, tutti i sistemi verdi: per l’IT è una giornata perfetta. Intanto abbiamo pagato una persona per fare il detective: sa iddio quante volte succede ogni giorno e magari risulta in una nuova — necessaria — assunzione.
Quel costo sta nel budget del customer care, nel report IT non esiste.
Altro esempio: un PLM costa centinaia di migliaia di euro: si tratta di una cifra importante, visibile, perfetta da abbattere durante la richiesta di budget, e così il CFO si liscia i baffi e cala la mannaia.
Tuttavia, i problemi con il packaging, le verifiche fatte a mano in fretta e furia, le settimane perse per un lancio prodotto che doveva essere pronto il quindici ottobre ma che arriva al 20 novembre, quelle non le conta nessuno.
Il mancato guadagno non si vede a budget.
Ancora un esempio.
Proviamo a mettere in cloud l’ERP per renderlo più resiliente. Già in Italia questa è eresia: lo sciur padrun i dati li vuole nell’AS400 che gira sotto il suo comodino, ma soprassediamo…
Fatevi comunque fare due offerte di hosting per l’ERP: stessi core, stessa memoria… sicuramente canoni diversi.
Per lo più vincerà la più economica. Peccato che l’altra includerà quasi sicuramente maggiori SLA, presidio, backup, monitoraggio e un ambiente di test separato dalla produzione…
Senza sapere quanto costa un’ora di ERP fermo le due offerte non sono comparabili, e ovviamente non lo ha calcolato nessuno; di sicuro nel costo di una macchina virtuale non c’è scritto.
La verità.
Ecco, la verità è che il costo della tecnologia trascende il reparto, ma è spalmato su cinque funzioni che non sanno che pesci prendere e intanto chiedono più personale.
Il CFO vede la riga IT e boccia. Ma gli altri costi sono altrove e comunque tutti competono per team più ampi: è un conflitto atteso quindi non viene considerato un problema, budget approvato per loro!
Ora, prima che partano gli applausi: no, la risposta non è investire sempre. Spesso la scelta giusta è sistemare il processo senza comprare nulla.
Il nostro lavoro è mettere le opzioni sullo stesso piano, spiegare e non limitarci a difendere solo il budget, tanto più che l’azienda il conto lo paga lo stesso, da un’altra parte.
Quindi, cari CEO, CIO e CFO: l’ultima volta che avete bocciato un investimento tecnologico perché costava troppo, qualcuno di voi lo ha calcolato quanto vi è costato farlo? O quel numero non c’era perché nessuno ha avuto il coraggio di chiedere?