Malvag.io
Due mani che si stringono su una cresta rocciosa di montagna al tramonto, con una persona che tira su un'altra da sopra e un lago nella valle

Fideiussione sulla Reputazione: Chi Paga Quando la Fiducia Viene Tradita

Quando dai fiducia a qualcuno presti un pezzo della tua reputazione. E di solito te ne accorgi, e ne paghi le conseguenze, quando poi la spende male.

Sapete che a Kyoto, nel quartiere di Gion, ci sono molte case da tè tradizionali che seguono ancora una regola chiamata ichigen-san okotowari: chi si presenta per la prima volta senza essere introdotto resta fuori. Per essere accolto serve che un cliente abituale garantisca per te. E se poi ti comporti in modo inadeguato, la faccia la perdi tu e la perde anche chi ti ha portato.

Nelle aziende funziona allo stesso modo. Non ho dubbi che le opportunità più importanti della mia carriera mi siano arrivate da persone che hanno messo il loro nome accanto al mio prima che io avessi dimostrato qualcosa. Mi hanno affidato responsabilità e decisioni che sarebbero ricadute anche su di loro, e qualcuna di quelle scelte, sospetto, l’hanno dovuta difendere in riunioni a cui io non ero invitato.

Oggi sto dall’altra parte del tavolo e ne sono più consapevole: quando decido di sostenere qualcuno, firmo una fideiussione sulla mia credibilità.

E ogni tanto mi sbaglio. Sostengo la persona sbagliata.

Il difficile arriva quando la fiducia che ho riposto viene tradita. Qui serve però un distinguo: chi sbaglia non ti sta necessariamente tradendo. Quando ci prendiamo una responsabilità dobbiamo mettere in conto di poter fare errori di valutazione, anche grossi.

La questione emerge non quando una persona che hai raccomandato semplicemente sbaglia, ma quando sceglie di nascondere un problema, oppure di manipolare le persone a cui l’hai presentata per il proprio vantaggio e a tuo danno, approfittando della libertà ricevuta.

A volte puoi perdonare, che non significa semplicemente tornare a fidarsi: per quello servono tempo e comportamenti coerenti. Altre volte, invece, quella fiducia non torna più.

Il danno peggiore, però, arriva dopo la fregatura. Perché, giustamente, qualcuno te la mette nello stoppino, e tu dopo cosa fai?

Aggiungi maggiori cautele, ti apri meno, inserisci livelli di approvazione che prima non c’erano, e li aggiungi per tutti. Così dieci persone che non ti hanno mai deluso pagano il conto di una sola.

Con l’esperienza accumulata posso dire che alcune porte che ho aperto le riaprirei domani, altre no. Vorrei evitare, per quanto possibile, che siano le persone scorrette a decidere il futuro di quelle che non lo sono ancora state.

E voi cosa ne pensate? Anche voi potete dire che nella vostra vita, o nella vostra azienda, oggi esiste una maggiore rigidità, un maggiore controllo, per colpa di qualcuno che ormai non ne fa più parte?