Stamattina riflettevo che la meritocrazia è un po’ come la dieta a gennaio: tutti entusiasti di proclamarla e pochissimi disposti a salire sulla bilancia.
D’altronde, finché resta un valore aziendale, battezzato nelle slide di induction dell’HR e invocato dal CEO come panacea dei problemi aziendali, allora va benissimo.
Quando Arrivano i Numeri
I problemi arrivano il giorno in cui qualcuno propone di misurarla sul serio e chiede: quali risultati mi hai portato a casa questo mese? Quali decisioni hai preso che hanno risolto un problema?
A quel punto, chissà come mai, salta fuori che qualcuno invoca “i massimi sistemi”: il contesto che era complicato, l’impegno…
L’impegno, appunto. Ore online, mail in copia, riunioni presidiate con grande senso del dovere. Tutto visibile, ma niente che sposti un euro.
La Fedeltà Mascherata da Merito
Molte organizzazioni premiano la fedeltà e la chiamano merito, perché la fedeltà non ti mette mai in imbarazzo davanti a un numero.
Le Metriche Stupide
È per questo che esistono metriche stupide che contano attività invece di risultati. Sono lì apposta per essere usate da chi ha bisogno di una scusa per non misurare niente!
Psicominchiate del tipo:
- Ore lavorate — in consulenza, quindi autoreferenziali. Misuro il tempo, non il valore.
- Righe di codice scritte — massimizzate commentando prolissamente il codice in linea. Codice spazzatura, ma con documenti.
- Call di prospezione fatte — come se nel 2026 le chiamate a freddo fossero un metodo commerciale viabile e predittore di un qualche funnel che ormai si è spostato — in verità — altrove.
Tutto molto bello, tutto molto inutile.
La Domanda
E da voi, quale metrica nella vostra azienda nessuno ha il coraggio di introdurre perché darebbe fastidio agli scansafatiche?