Questa mattina ho letto un saggio sulla perdita della mobilità sociale dovuta all’intelligenza artificiale. A mio avviso, il testo firmato da Branko Milanović e Nils Gilman e pubblicato su Noema merita di essere letto e discusso.
Secondo gli autori, nel corso degli ultimi 100 anni, la definizione di benestante ha coinciso con la categoria dei professionisti dotati di capitale intellettuale ed economico. Milanovic e Gilman danno pure un nome a quella categoria sociale: homoploutia.
Si tratta di gente ricca due volte, di stipendio e di capitale. Avvocati, consulenti, ingegneri, manager: prima la busta paga alta, poi il portafoglio, poi le scuole migliori per i figli. Negli Stati Uniti sono circa il 3% della popolazione, in Italia fra il 2 e il 2,5%.
In base a questa definizione faccio parte di questa categoria, così come — con grande probabilità — lo fate anche voi che mi leggete.
Il Problema
Il problema — e lo sappiamo tutti — è che in un futuro molto prossimo l’AI avrà il potere di impattare proprio il lavoro cognitivo pagato meglio.
Gli autori prevedono due scenari, entrambi poco lusinghieri. Pur ammettendo di non sapere quale dei due si verificherà, questi sottendono alla disruzione dell’ascensore che fino ad oggi ha consentito di avere una società stabile basata sulla promessa (o l’illusione, ditemelo voi) di una mobilità sociale garantita dalla meritocrazia.
Scenario Uno: L’Aristocrazia Lavoratrice
In uno scenario, l’AI non sostituirà ma potenzierà il controllo su conoscenza e capitale di quelli che fanno già parte dell’elite, creando una sorta di aristocrazia lavoratrice. È già un tema che vediamo accadere, con le scuole migliori così costose che diventano appannaggio solo di chi ha già capitale e posizione.
Scenario Due: Il Vuoto dei Gradini
Nell’altro, l’AI rimuove il gradino d’ingresso svuotando di valore esattamente il tipo di conoscenze che rende tali le classi benestanti.
La Spirale Perversa
In tutti e due gli scenari la meritocrazia viene privata del suo valore di elemento motivatore ed equilibriatore del sistema.
O chi è dentro blinda la posizione, oppure la scala esiste ma è chiusa. In ogni caso il divario sociale si allarga.
La Prospettiva del Manager
Per chi guida un’azienda la faccenda è meno filosofica di quanto sembri.
Se tagli i gradini bassi perché l’AI costa meno, fra cinque anni non avrai senior, perché i senior si fabbricavano lì.
Stiamo quindi ottimizzando il costo del lavoro di oggi e comprando un vuoto di competenze di domani che solo una AI potrà colmare. La remunerazione di quel lavoro va a chi il capitale lo ha già — non avviene alcuna redistribuzione “fair” della ricchezza.
La Domanda Che Conta
Per una generazione intera — e anche per me — la domanda utile per fare carriera è stata: quanto capitale posso generare con le mie competenze?
Temo che la prossima sia: cosa possiedo?
E purtroppo la risposta sarà sempre: non abbastanza.
Chiudo con una Domanda
Vi chiedo quindi: nelle vostre aziende, state ancora costruendo gradini o li state segando?
Leggi l’articolo originale: The End of Upward Mobility — Branko Milanović e Nils Gilman, Noema