Se l’AI è davvero così brava, perché chi la produce preferisce venderla a voi invece di usarla per aprire cento aziende e tenersi i profitti?
La risposta è che vendere picconi rende più che scavare, e in parte è vero.
Ma potreste ribattere che se il modello facesse davvero tutto quello che promette da solo, scavare con il piccone migliore del mondo sarebbe comunque l’affare del secolo.
E in effetti, i laboratori qualche prodotto lo lanciano: sperimentano, provano… Il cuore del business - per ora almeno - resta però vendere accesso: abbonamenti, API, token.
Il rischio di trasformare quella capacità in un’azienda che funziona lo lasciano volentieri a qualcun altro: a voi!
In italiano aziendale: la retta dell’apprendimento la paga il cliente.
Tra un modello e un’azienda che funziona - peraltro - ci sono clienti da conquistare, dati sporchi da ripulire, processi che nessuno ha mai scritto, un customer care che risponde alle nove di sera e persone da convincere a cambiare abitudini. Roba lenta, costosa e poco fotogenica, che nessun modello sistema al posto vostro.
Ho visto lo stesso film per venticinque anni con e-commerce e CRM: la piattaforma non è mai stata la parte difficile. Lo è tutto quello che ci gira intorno.
Nelle aziende invece il ragionamento va al contrario: si compra la licenza, si annuncia la trasformazione in plenaria e si aspetta che il valore salti fuori da solo.
Quindi, chi ha costruito il modello, e lo conosce meglio di chiunque, quella scommessa la fa con prudenza, proprio perché ne conosce limiti e vincoli. Noi la stessa scommessa la facciamo invece a occhi chiusi, ad ogni budget che Dio manda in terra.
Forse varrebbe la pena rifletterci. Voi cosa ne pensate?