Ieri sera, mentre lo sferragliare del solito treno S6 mi trasportava mestamente tra Milano e Legnano, ho letto l’annuncio del lancio di Claude Fable - l’ultimissimo modello di Anthropic - più un paio di articoli che lo commentavano.
Fable, per chi non lo sapesse, è un modello derivato direttamente da Mythos. Si, proprio quel Mythos. Quello che Anthropic diceva che era troppo troppo pericoloso e che non avrebbero rilasciato mai.
Figurarsi.
Tant’è che ho finito di leggere gli articoli, sono arrivato a casa, ho fatto cenare e messo a dormire i bambini e poi mi sono messo a giocare con il nuovo modello.
E dopo un paio d’ore e qualche ricarica di crediti sono arrivato alla conclusione che sia fantastico, tanto fantastico che funziona come una scatola nera: metti un prompt e (tanti) token da una parte, e dopo qualche tempo viene un risultato curato e rifinito dall’altra.
Insomma, il pulsante pay-for-the-win ideale per i pigri.
Dall’altro lato, nell’attesa che la macchina smettesse beatamente di frullare, mi sono reso conto che chi ha costruito questi modelli ha anche appena rimosso dalla propria policy l’unico impegno vincolante che si era dato: fermarsi se i modelli avessero corso più veloce della capacità di tenerli sicuri.
Sono andato a guardare sul sito di Anthropic: impegno sparito, volatilizzato, kaputt, sostituito solo da una roadmap - invero molto vaga - dove l’azienda si autovaluta, mentre la quotazione in vista della loro IPO vola verso il trilione e si preparano all’entrata in borsa.
Provate a fare due più due…
State per infilare in azienda una macchina che non vi dirà mai come lavora e comprata da chi ha appena tolto il freno a sé stesso: una doppia black box dove voi fate i passacarte, pagate token e Iddio provvederà, forse.
Non bisogna quindi tanto chiedersi quanto sia potente Fable - è potentissimo, lo proverete voi stessi e mi direte - ma quanto resterà del vostro ruolo quando l’unica cosa che farete sarà metterci gli schei e attendere il lavoro dell’LLM.
Perché è quella la direzione in cui andiamo.
La brutta notizia è che la maggior parte di voi questa ‘retrocessione’ la sta accogliendo con entusiasmo.
D’altronde delegare ad una scatola nera è comodo, perché ’lo ha detto l’AI’ è la nuova versione di ’lo ha detto il consulente’, scarico di responsabilità perfetto per molti managerucoli che non hanno mai avuto la capacità di decidere un menga e che ora hanno un dio personale in grado di far miracoli pagati in token.
Non sto dicendo di non usare Fable, lo userò anche io e sicuramente molto più di voi.
Sto solo dicendo che tra chi lo usa capendo cosa cede in cambio, e chi lo usa per nascondere meglio la propria incapacità, la differenza è abissale e il mercato saprà farne selezione, la prima giusta in decenni.
Quindi rispondete onestamente nei commenti se ne avete il coraggio: quando la scatola nera sbaglierà - e sbaglierà! - il nome e cognome sul progetto sarà il vostro o darete come sempre la colpa al sistema?
🎵 Soundtrack dell’articolo: Personal Jesus — Marilyn Manson
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