Malvag.io
Temptation AI-land episodio 2: un CFO abbandona il suo ufficio con vista sul mare per passare la notte con Claude

L'Interfaccia Invisibile

Marco è un CFO che ha dedicato una parte importante della sua carriera a costruire processi, implementare il proprio ERP e definire il piano dei conti, reportistica e controlli. Davanti alle telecamere giura fedeltà assoluta: “è il cuore della nostra azienda”, e apparentemente non sta mentendo.

È vero che senza un ERP non esistono dati affidabili, controllo di gestione e processi amministrativi robusti. Il punto, però, è che il valore di un sistema non coincide necessariamente con il luogo in cui vengono prese le decisioni.

Questa separazione è iniziata molto prima che spuntasse Claude. Già quando sono arrivati gli strumenti di Business Intelligence il rapporto è andato in crisi e abbiamo smesso di usare l’ERP come sistema di analisi.

Poi sono arrivate le dashboard interattive, e ancora una volta il dato rimaneva nell’ERP mentre l’interpretazione si spostava in un altro ambiente. L’intelligenza artificiale non ha interrotto questo paradigma, semplicemente lo ha portato alla sua naturale conclusione.

Oggi un CFO può continuare a considerare l’ERP la fonte autorevole dei dati e, allo stesso tempo, scegliere di dialogare con un assistente AI quando deve capire perché la marginalità è diminuita, quali business unit stanno peggiorando più rapidamente, quali domande potrebbe ricevere dal consiglio di amministrazione o come raccontare un trimestre complesso agli investitori.

Il dato resta nello stesso posto, ma cambia il luogo in cui nasce il ragionamento, ed è questo il vero “tradimento” raccontato nella seconda puntata di Temptation AI-land.

Marco non abbandona il suo ERP, ma continua a frequentarlo quotidianamente e fidarsi dei numeri indispensabili che produce. Tuttavia, quando ha bisogno di interpretare quei numeri, di trasformarli in una storia coerente o di prendere una decisione, scopre che Claude lo fa sentire più vicino al ruolo di CFO di quanto riesca a fare il software che quei dati li custodisce.

Per questo credo che la domanda più interessante dei prossimi anni non sia se gli ERP verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale. Personalmente penso di no.

Credo che però questi software perderanno il ruolo di interfaccia principale con cui si confronta chi fa amministrazione, finanza e controllo: invisibili agli occhi dell’utente finale, perché l’esperienza di lavoro si sarà spostata su un livello conversazionale capace di comprendere il contesto, spiegare, suggerire e ragionare insieme alle persone.

Se questa ipotesi fosse corretta, la sfida non riguarderebbe soltanto i vendor di ERP, bensì qualsiasi software aziendale costruito attorno all’idea che il proprio valore risieda nell’essere il punto in cui l’utente entra per lavorare.

Perché, forse, nel prossimo futuro il software che conserva la conoscenza e quello con cui conversiamo non saranno più lo stesso prodotto.

Secondo voi, tra cinque anni un CFO aprirà ancora il suo ERP per lavorare, oppure aprirà un assistente AI che dialogherà con l’ERP al posto suo?

Marco CFO e la telecamera

CFO afferma di amare l’ERP

HR Director dice di aver fatto tutto per Marco

CFO in ufficio al tramonto

Dialogo con Claude sui dati

Interfaccia invisibile, il CFO dialoga solo con Claude

No ERP, solo te

Intimità e riflessione

La prossima puntata…

HR Director preferisce Gemini

Fuoco sulla spiaggia

Finale della storia


🎵 Soundtrack: Careless Whisper — Wham! feat. Andrew Ridgeley
Ascolta su Spotify