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Schermata PageSpeed Insights mostra sezione Navigazione agentica con punteggio 0/3 e controlli per accessibilità agenti

PageSpeed Insights Introduce Navigazione Agentica: AI First Discoverability è Arrivato

Mi sono appena accorto che negli ultimi giorni Google ha introdotto in PageSpeed Insights una nuova sezione dedicata alla navigazione agentica e all’accessibilità per gli agenti AI.

È un segnale interessante perché racconta quella trasformazione profonda del web di cui vi continuo da un anno a raccontare le evoluzioni.

Per oltre vent’anni abbiamo ottimizzato i siti per gli esseri umani e per i motori di ricerca, ma ora Google sta iniziando a dirci che dobbiamo anche misurare quanto un sito sia comprensibile e utilizzabile dagli agenti basati su intelligenza artificiale.

Cosa Include la Nuova Sezione

E quindi tra i controlli compare la qualità dell’albero di accessibilità, la presenza di link con testo chiaramente identificabile, la corretta configurazione del file llms.txt e soprattutto la copertura dei moduli WebMCP.

Quest’ultimo punto merita particolare attenzione se hai un e-commerce perché le skill MCP servono a dire a un LLM non solo che cosa esiste dentro un sito, ma anche come può interagire correttamente con esso.

Nel caso di un e-commerce, avere un MCP significa poter esporre in modo controllato funzionalità come:

  • Checkout
  • Strumenti di personalizzazione prodotto
  • Iscrizioni
  • Gestione dell’account
  • Gestione della privacy
  • Configuratori
  • Preventivi
  • Processi post vendita (customer care)

Il Caso D’Uso

In altre parole, nel momento in cui al web si accedesse con un Alexa meno stupido, tramite l’MCP offerto dal sito un utente potrebbe semplicemente dire:

“Comprami un toner compatibile con la stampante HP Laserjet MF-24”

oppure

“Verifica che il mio ultimo ordine Miamo arrivi domani e se non arriva in tempo sollecita il customer care”

Dignità Pari all’Accessibilità Umana

Volete scommettere che nei prossimi anni l’accessibilità agentica di questa natura avrà stessa dignità dell’accessibilità per utenti disabili?

D’altronde è logico: sempre più utenti arriveranno ai contenuti e ai servizi digitali attraverso assistenti AI, motori conversazionali e agenti autonomi. Questi sistemi dovranno interpretare pagine, contenuti, strumenti e processi. Se un sito non è strutturato correttamente, avranno maggiori difficoltà a comprenderlo, citarlo o utilizzarlo.

La novità più importante non è quindi il punteggio in sé. È il fatto che Google stia iniziando a definire quali caratteristiche rendono un sito leggibile, affidabile e azionabile da un agente artificiale.

Implicazioni per Aziende e Editori

Per chi gestisce un’azienda, un e-commerce o un progetto editoriale questo significa che accessibilità, struttura semantica, metadati, documentazione tecnica e interfacce machine-readable non sono più soltanto temi SEO. Stanno diventando elementi di visibilità e operatività nell’ecosistema dell’AI.

AI First Discoverability

Siamo probabilmente all’inizio di una nuova fase: dopo il mobile first e dopo il search first, potrebbe arrivare l’era dell’AI first discoverability.

Chi inizia a prepararsi oggi potrebbe trovarsi in vantaggio quando questi segnali passeranno da indicatori a fattori realmente influenti.

Voi vi state preparando o siete ancora li a guardare dalla finestra?


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