Non scriverò mai un libro. E — cicci belli — non dovreste far questa c@77@ta nucleare neanche voi.
Ma l’avete letta la notizia dell’approvazione finale dell’accordo tra Anthropic e la class action degli autori ai quali hanno soffiato il contenuto dei propri libri per fare il training di Claude?
Un giudice ha appena chiuso la causa per la modica cifra di mille e cinquecento milioni di dollari, la class action per copyright più grande della storia americana, ma qui nessuno ha capito che la notizia non è la questione legale, bensì il prezzo alla quale è stata chiusa.
Tremila dollari lordi per libro.
Se hai scritto un solo libro, quello è il tuo assegno, prima delle tasse, e adesso quello che sapevi e che hai messo su carta, Claude lo sa altrettanto bene e potrà scimmiottarlo senza citarti per il resto della sua vita operativa, e a te neanche il becco di un quattrino ne uno spicchio di gloria immortale.
Zero, nada, null, niente!
E volete dirmi che con questi chiari di luna c’è ancora chi sogna di scrivere un libro per dare valore al curriculum.
Davvero? Nel 2026? Con Amodeo, Altmann e soci che ti f8tt8no in lungo, in largo e di traverso?
Fate attenzione poi a cosa ha detto il tribunale: non ha detto che allenare un’AI sui libri sia illegale, ha detto che è fair use.
Quello che Anthropic ha pagato è il furto, le copie piratate scaricate senza permesso, non la licenza d’uso del tuo lavoro: il tuo contenuto è comunque finito dentro il modello, legalmente, e tu hai preso una beata fava.
Sei ancora convinto a scrivere un libro? Beh, sappi che ci spenderai qualche migliaia di euro e diversi mesi del tuo tempo, tutto questo per l’altissima probabilità che il tuo libro lo vedano tua madre, due amici moralmente obbligati e qualche crawler truffaldino.
Fine della gloria, oblio digitale e ulteriore regalo a chi monetizza infinitamente meglio di te il contenuto che hai prodotto.
La parte che trovo più assurda è l’ingenuità di una categoria che continua a raccontarsi la favola del libro come consacrazione professionale: tranquilli, non se ne accorge nessuno che è vanità digitale travestita da strategia. 😈
Molto meglio postare su LinkedIn, dove sicuro esiste qualche Terms & Conditions scritto in grigio chiaro su sfondo bianco che autorizza l’uso dei dati per migliorare i prodotti di AI di Micro$ozz, ma almeno qui se sei bravo, se hai davvero qualcosa da dire e soprattutto se riesci a creare relazioni vere, forse puoi incontrare persone in carne e ossa con cui fare un business che sicuro varrà piu delle tremila cucuzze del menga che avresti ricavato altrimenti.
Mi raccomando, continuate pure a inseguire il sogno romantico dell’autore brillante. Io preferisco investire il mio tempo dove il ritorno è fatto di persone, non di scatoloni pieni di copie invendute.
Sono fesso? E se lo foste lo voi? Cambiatemi idea, se ne siete capaci.
🎵 Soundtrack: Hells Bells — AC/DC
Ascolta su Spotify