Scegliere una tecnologia nota è quasi sempre la scelta giusta, ma non vi procurerà proseliti presso il board e vi dipingerà invece come dei boomer polverosi. Cosa dovreste dunque scegliere per aiutare la vostra carriera e dormire sereni la notte sapendo di aver fatto un lavoro solido?
Dopo venticinque anni che costruisco e-commerce, CRM, integro sistemi e infrastrutture, io stesso fatico a trovar la quadra. Ma di una cosa sono certo: i peggio casini che ho visto non li ha mai fatti una tecnologia vecchia e che conoscevo bene. Li ha fatti quella nuova che ora qui ora ho dovuto adottare cedendo a pressioni e necessità aziendali irrimandabili o presunte tali.
Non sto parlando di frenare la curiosità tecnica, né di frenare la sperimentazione sulle nuove tecnologie.
Sto parlando di scegliere correttamente la nuova tecnologia quando viene messa in produzione su sistemi vitali per l’azienda: in quel caso non possiamo sceglierla come se non costasse nulla.
Vi sono sempre dei costi invisibili che emergono quando andiamo in produzione: costi di monitoraggio, osservabilità delle nuove macchine, costi della formazione alla nuova tecnologia, costi di riprogettazione dei software che interagiranno con quella tecnologia e poi ci sono gli unknown unknowns — ovvero tutte quelle fragilità che non sapevi di non conoscere e che impietosamente emergeranno quando il nuovo componente verrà aggiunto al sistema.
Una delle cose che dico più spesso nei board delle aziende è che “il lavoro fatto bene è invisibile”, che se non mi vedono mai sto lavorando bene. E immancabilmente la frase viene accolta con sopracciglia inarcate se non addirittura dall’ilarità generale: “e che ti pago a fare allora?” mi rispondono.
Come se disinnescare bombe atomiche quotidianamente fosse un lavoro premiante, invece di fare in modo che queste non solo non si inneschino ma addirittura non esistano.
E quando succede mi tocca sempre spiegare che le aziende che vedo funzionare meglio non adottano più tecnologia, ne adottano meno, la capiscono fino in fondo e la fanno girare per anni senza che nessuno debba starci sopra: margine secco, grasso che cola.
Poi negli ultimi due anni, con l’AI che ha moltiplicato le opzioni disponibili di un ordine di grandezza, questa dieta tecnologica vale il triplo. Di “geni” che pensano che basti montare una nuova tecnologia AI per eliminare personale inutile e sprechi il mondo ne è già pieno.
Fidatevi di me: se avete uno stack di 10 tecnologie attive in azienda, ne potete toccare contemporaneamente una, massimo due.
Non avrete l’immagine figa di trailblazers di questa o quella tecnologia, ma dormirete sereni la notte e il giorno che pioveranno liquami marroni e maleodoranti la vostra azienda sarà coperta e al sicuro.
Oppure continuate a inseguire l’ultima novità, poi però non lamentatevi quando il sistema vi crollerà addosso e l’AD vi farà un mazzo a tarallo il venerdì notte.